Dal 1° gennaio 2010 nella piazza del Paese mancherà uno storico punto di riferimento. Dopo oltre mezzo secolo di onorata carriera “Turidd Stagn”, Salvatore Stagno, va in pensione chiudendo il salone da punta a chiazza. Per molti valguarneresi residenti e soprattutto per i non residenti il salone è stato un porto sicuro, il luogo dove per necessità estetiche, ma non solo, si entrava con piacere per salutare il titolare, gli amici e i clienti presenti. Come molti della mia generazione conosco Salvatore, da quando lavorava nel salone del maestro Scarlata, praticamente da sempre, e fin dall’ adolescenza, mensilmente, mi sono fedelmente avvalso della sua maestria per il taglio e l’ordine della capigliatura. La capacità di sapersi ben relazionare con le diverse realtà della sua clientela, il profondo senso del rispetto nei confronti di chiunque, il tratto garbato e la serietà professionale hanno fatto di Salvatore Stagno un personaggio gradevole e un amico per molti. Per i musicofili, poi, la sosta nel salone era particolarmente piacevole; il locale, di fatto, era un club di validi suonatori che, divertendosi suonando, divertivano i clienti e i passanti che attratti dalle melodie si soffermavano ad ascoltare. Oltre a Salvatore Stagno, bravo chitarrista, Enrico Russo, i fratelli Marotta, ‘Ntoni e Ciccio Restivo, Saruzzo Pavano, l’estroso Gino Nicoletti, e nel passato il grande Franco Laurella e il mandolinista Scatola, sono stati i membri effetti del club; a questi si aggiungevano dei membri temporanei che dotati di capacità artistiche, strumentali o canore, non disdegnavano di esibirsi per il piacere proprio e degli astanti. Le performance musicali avvenivano di solito mentre Salvatore radeva volti o accorciava chiome. Lui, seguendo con un fil di voce i pezzi suonati, si produceva in qualche smorfia se incidentalmente il chitarrista accompagnatore di turno non azzeccava l’accordo giusto. Si potrebbe ancora dire tanto….. concludo, sicuro di farmi portavoce della numerosa schiera di amici e clienti affezionati, augurando a Salvatore un sereno e meritato pensionamento, di godersi la famiglia e gli amici e perché no ….di tornare a dedicarsi al suo vecchio amore….. LA CHITARRA.
Palermo, 4 gennaio 2010
Carmelo Arena
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