<<L’assessorato regionale all’Ambiente, su segnalazione dei comitati cittadini di Valguarnera e Aidone, ha aperto un’inchiesta sulla potabilità dell’acqua distribuita da AcquaEnna nei due comuni della provincia di Enna>>. E’ questo il messaggio reso pubblico, mediante un tazebao esposto lo scorso 31 dicembre dinanzi la propria sede di via Garibaldi, dal comitato cittadino valguarnerese. Un annuncio che ha destato l’attenzione di tanti cittadini alle prese con il cenone di fine anno. Ma, a parte il messaggio scritto, che dimostra come la battaglia sull’acqua, oltre che sui costi è incentrata anche sulla qualità del servizio offerto, bocche cucite in casa del comitato cittadino, a causa della delicatezza dell’argomento. A quanto pare, infatti, oltre all’inchiesta dell’assessorato regionale, un’indagine parallela sarebbe stata avviata dalla Procura. Alla base dell’inchiesta ci sarebbe l’attestazione di un laboratorio chimico privato, al quale si sono rivolti i comitati cittadini di Aidone e Valguarnera per fare analizzare l’acqua che viene distribuita alle migliaia di utenze dei due paesi. I comitati cittadini si sarebbero rivolti all’assessorato regionale all’Ambiente, perché dalle analisi delle acque, ritenute potabili, sarebbero emersi dati inquietanti e fuori dalle specifiche di potabilità previste dalla legge. Secondo alcune indiscrezioni si è saputo che dalle analisi effettuate dal laboratorio al quale si sono rivolti i comitati cittadini, l’acqua potabile in distribuzione ad Aidone avrebbe una percentuali di metalli sospesi superiore alla norma, mentre per l’acqua potabile distribuita a Valguarnera avrebbe una quantità eccessiva di batteri coliformi. Con l’arrivo del nuovo anno, quindi, si apre un altro capitolo del romanzo “Acqua” che a questo punto, visto che si tratta di qualità del liquido distribuito a migliaia di cittadini, andrebbe al più presto chiarito. Arcangelo Santamaria |